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La casa in Sardegna di Alberto Meda: da ex stalla a oasi di relax tra gli ulivi

Uno stazzu di pastori trasformato in casa di vacanze dal famoso designer e dal figlio Filippo. Dalla stalla alle stelle.

Alberto Meda Sardegna
Il soggiorno dello stazzu in Sardegna trasformato in casa vacanze da Alberto Meda e rinnovato dal figlio Filippo. I divani hanno base in muratura, con vani contenitori. A sinistra, lampada Berenice di Alberto Meda e Paolo Rizzatto (Luceplan), a destra, lampada da tavolo Billa di Gio Ponti (FontanaArte).
Foto Alberto Strada
Alberto Meda Sardegna
Il soggiorno dello stazzu in Sardegna trasformato in casa vacanze da Alberto Meda e rinnovato dal figlio Filippo. I divani hanno base in muratura, con vani contenitori. A sinistra, lampada Berenice di Alberto Meda e Paolo Rizzatto (Luceplan), a destra, lampada da tavolo Billa di Gio Ponti (FontanaArte).Foto Alberto Strada

Vivere fra gli ulivi

Tra le soluzioni progettuali di Alberto Meda c’è un inedito e bellissimo letto a castello composto stavolta da ben tre letti, appesi alla parete in maniera sfalsata, un’ingegnosa soluzione pratica ma anche un divertente palestra di fantasia per i bambini. Oppure, un vecchio forno esterno, rasoterra, utilizzato al tempo dai contadini, che Meda rende utile incapsulandovi un forno da pane e lo riveste con le pietre locali, e che da quel momento in poi trasforma, assieme a un bel tavolo in granito, il giardino in sala da pranzo abituale. «Avevamo un grande giardino antistante, con un ulivi selvatici, che è sempre stato il nostro living. L’intorno era ancora abitato da contadini e i maiali scorrazzavano, era molto gradevole. E nel frattempo avevo acquistato un gozzo a Porto Torres che era uno sfogo quotidiano per uscire da quel piccolo casolare inondato dal sole», continua Meda.

All'ombra di un uliveto selvatico una radura ospita un grande tavolo in granito e un forno che sono la sala da pranzo...
All'ombra di un uliveto selvatico, una radura ospita un grande tavolo in granito e un forno che sono la sala da pranzo outdoor più sfruttata dalla famiglia Meda.Foto Alberto Strada
Letto a castello
La cameretta con tre insoliti letti a castello progettati da Alberto Meda. La lampada è Jack, primo progetto di Alberto Meda, per Luceplan.Foto Alberto Strada

Un restyling ad arte

Ma un bel giorno quell’idillio spartano e bucolico della casa in Sardegna viene bruscamente stravolto da una rottura nella casa dei vicini che arreca danni anche allo stazzu. Arriva il momento di ristrutturare. Ed entra in gioco Filippo Meda, il primo figlio. «Il restauro è stato conservativo, sistemando tutto ciò che poteva restare originale. Intonaco, tetto, due bagni e cucina sono stati rifatti ex novo. E ho creato una nuova area per caldaia, contatori e servizi semi sotterrata e ricoperta da un prato», spiega l’architetto. Il risultato è un layout che prevede un salotto con camino, una piccola cucina e due camere da letto con bagno. Gli arredi sono in sintonia con lo spirito semplice e spartano del luogo, ma sono, ovviamente, bellissimi pezzi di design. Da quelli firmati dallo stesso Alberto Meda ad altri di Konstantin Grcic, Michele De Lucchi, Gio Ponti, Masayuki Matsukaze, tra i vari. Mentre i materiali sono locali, come le piastrelle in cera sarda della cucina. L’esterno ospita una cucina outdoor e anche una doccia tra le rocce. «Si voleva intervenire anche sui tre letti a castello, ma c’è stata una sollevazione popolare dei nipotini e sono stati mantenuti», prosegue divertito Meda senior.

La camera da letto matrimoniale ha armadiature a muro e sotto la finestra una Foldable chair fuori produzione di...
La camera da letto matrimoniale ha armadiature a muro e, sotto la finestra, una Foldable chair, fuori produzione, di Masayuki Matsukatse per Kartell, acquistata quando Alberto Meda era direttore tecnico dell'azienda. Al muro, lampada Dioscuri di Michele De Lucchi (Artemide).Foto Alberto Strada
Stazzu Alberto Meda
Nella “casetta” la camera da letto è al contempo spartana e di studiato design, come dimostra la nicchia con la lampada da tavolo Lampadina 1 di Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos.Foto Alberto Strada

La casa diffusa

Nel mentre la famiglia si è allargata e sono infatti arrivati i nipoti. Quella casa vacanze di 60 metri quadrati, seppure ben progettata dal padre e poi riprogettata dal figlio, diventa sempre più stretta. «Raramente andavamo tutti assieme, mancava spazio. Ma appena terminati i lavori dello stazzu, un’estate, veniamo a sapere che il vicino ha messo in vendita la casa a un buon prezzo. Io, mio padre e Francesco ci siamo confrontati e l’abbiamo comprata nel giro di due giorni. E quella è stata un’altra avventura», racconta Filippo. Che interviene, in maniera più significativa, sulla seconda casa di vacanze trasformando l’intera proprietà in un luogo magico. Che comprende lo stazzu dentro l’uliveto, la casa nuova, più grande e con terrazze vista mare, e una piscina. «Questo terreno garantisce privacy grazie a “rispetti visivi” dati dalle piante, che significano anche l’integrità della natura del luogo. Si può stare nello stazzu senza, volendo, mai interferire con chi è nella casa attigua, e viceversa», spiega Alberto Meda. «Un tempo qui eravamo gli unici tra i contadini, oggi con piacere vedo che molti stazzi ormai in disuso sono stati acquistati e trasformati in case di vacanze. Mentre la nostra è oggi una casa diffusa».