Frankenstein veste Tiffany & co.: la collaborazione più inaspettata (e affascinante) del cinema d’autunno

Il marchio di lusso entra a far parte dell’immaginario collettivo di Mary Shelley nella rivisitazione moderna di Guillermo Del Toro per Netflix e firma un’installazione a New York dedicata alle atmosfere del film.
Tiffany  co. firma i gioielli di Frankenstein
Netflix

Tiffany & co. e il film Frankenstein, la collaborazione che non ti aspetti.

«Pensando a bellezza ed eleganza ci è venuto in mente di coinvolgere Tiffany & Co». Con queste parole Guillermo Del Toro inizia a spiegare la collaborazione per il suo Frankenstein, in arrivo al cinema il 22 ottobre (dal 7 novembre, poi, sarà disponibile su Netflix).

Tiffany  co. firma i gioielli di Frankenstein
Netflix

Il regista ci scherza. «Sul set abbiamo avuto più sicurezza per i gioielli che per le star del film», commenta, ma la collaborazione è iconica perché segna la prima volta che la piattaforma di streaming incontra una Maison di gioielleria di lusso.

Tiffany  co. firma i gioielli di Frankenstein
Tiffany & Co.

I gioielli Tiffany & co. per il film Frankenstein

Come ha detto la costume designer Kate Hawley, «i gioielli, come gli abiti, sono un’estensione della persona» e infatti il personaggio di Elizabeth ha illuminato il mondo gotico nato dalla penna di Mary Shelley. La sua interprete Mia Goth ha aggiunto: «Ho indossato queste collane e mi è sembrato che calzassero a pennello, come fossero guanti». Una di esse, per inciso, non è mai stata indossata prima e tutte provengono dagli archivi di Tiffany & Co, risalendo spesso ai primi del Novecento, per coniugare le atmosfere dell’epoca con un tocco di attualità. «Per lei – precisa Del Toro – avevo bisogno di qualcosa d’innegabilmente moderno».

Gold platinum diamonds. Estimated Carat Weight 40.45 carats of European cut diamonds  1990
Gold, platinum, diamonds. Estimated Carat Weight: 40.45 carats of European cut diamonds 1990T|Tiffany & Co. Studio

Elizabeth, fidanzata del fratello minore dello scienziato Victor (Oscar Isaac), è colei che porta colore e raffinatezza in un mondo buio. Dolcissima, curiosa e molto emotiva, rappresenta la sensibilità femminile in un universo maschile fuori asse. È lei che vede qualcosa di umano nella Creatura (Jacob Elordi), lei che porta calore – emanandolo anche attraverso il guardaroba e le parure – in uno scenario privo di luce, statico, immobile e quasi disumano.

Tiffany  co. firma i gioielli di Frankenstein
Netflix

Gli appuntamenti per il pubblico che celebrano la collaborazione

La vediamo al pianoforte, a tavola o in giro per i sotterranei della dimora del cognato con una forza eterea ma anche molto terrena. E queste caratteristiche vengono esaltate dai gioielli che porta in scena. Per celebrare questo fortunato sodalizio la Maison regala al pubblico due appuntamenti.

Tiffany  co. firma i gioielli di Frankenstein
© Ricky Zehavi Photography 2025

Il primo – fino al 3 novembre – è un’installazione immersiva nelle cinque vetrine del flagship della Quinta Strada a New York, dal titolo The Landmark. Il tema portante richiama la vetrata del laboratorio di Victor Frankenstein, esaltata al meglio dopo il tramonto.

Tiffany  co. firma i gioielli di Frankenstein
© Ricky Zehavi Photography 2025

Il secondo appuntamento si svolge dal 17 ottobre al 7 novembre nell’Old Selfridges Hotel di Londra. L’esposizione dal titolo Frankenstein: Crafting a tale eternal è nata dalla collaborazione con il filmmaker messicano e mostra opere d’arte, manufatti, rari volumi della libreria antiquaria Peter Harrington e costumi di scena oltre a ricostruzione di oggetti d’archivio di Tiffany & Co. La dicotomia tra luci e ombre viene esaltata in tutto il fascino dei suoi contrasti attraverso un riuscitissimo matrimonio tra settima arte e gioielleria di lusso. Il potere di una storia e il suo impatto visivo vive attraverso suggestioni rare, anzi uniche, per riportare in vita un mito senza tempo che parla di paternità, umanità e anche bellezza.

Frankenstein nella storia del cinema

Il mito di Frankenstein è passato nel corso dei secoli dalla letteratura alla settima arte con oltre 50 film. Tra gli adattamenti più popolari spicca il primo, un cortometraggio muto del 1910 dal titolo Frankenstein, un nome che si ripete nella prima trasposizione sonora ventun’anni dopo passando per La moglie di Frankenstein (1935, di cui è in corso una rivisitazione, The Bride, firmata da Maggie Gyllenhall) e La maschera di Frankenstein (1957) fino alla versione di Kenneth Branagh, Frankenstein di Mary Shelley.

Elsa Lanchester Boris Karloff  Frankenstein film
Elsa Lanchester e Boris Karloff nel film la Sposa di Frankenstein.Bettmann

C’è anche chi ne ha fornito un’interpretazione tutta sua, come Mel Brooks con Frankenstein Junior (per la cronaca il film torna in sala a 40 anni dal debutto proprio per Halloween). Anche Tim Burton si è cimentato sull’argomento con il gotico e sensibilissimo Frankenweenie, animazione diametralmente opposta per stile e toni a Hotel Transylvania, che racconta la diversità e la mostruosità in maniera esilarante (la creatura in originale ha la voce di Kevin James, che affianca al doppiaggio Adam Sandler – Dracula e sua figlia Mavis – Selena Gomez). Altrettanto toccante è il film d’animazione in arrivo, Frankie e le creature dimenticate, presentato al Giffoni Film Festival e firmato dall’inglese Steve Hudson, che si è basato sulla graphic novel Stitch Head.

Gene Wilder Frankenstein film in bianco e nero mostro tavolo

American actor Gene Wilder stars as the grandson of the original Frankenstein, with Peter Boyle (1935 - 2006) as the new monster in the Mel Brooks film 'Young Frankenstein', 1974. Much of the laboratory equipment was originally used in the 1931 James Whale film version. (Photo by 20th Century Fox/Archive Photos/Getty Images)

20th Century Fox/Getty Images

Ma non finisce qui: sarebbe in arrivo anche Frankenstein in Romania, un progetto che vede Sebastian Stan nella duplice veste di creatore e creatura. Mary Shelley (a cui s’ispira l’omonimo biopic con Elle Fanning, su Prime Video) non l’avrebbe mai detto quando, appena diciottenne, due secoli fa, raccolse la sfida di Lord Byron per creare un romanzo horror. L’ambientazione iniziale è tutta italiana: quando la scrittrice ha visitato Napoli ne è rimasta folgorata e ha voluto che nascesse lì il dottor Frankenstein. Non solo al cinema, ma anche in tv (da vedere Penny Dreadful), la leggenda dello scienziato pazzo dilaga e diventa un archetipo della fantascienza. D’altronde l’ispirazione arriva proprio da una conferenza a cui la giovane autrice aveva assistito nel 1814: a Londra aveva partecipato infatti a un congresso su elettricità, gas ed entità soprannaturali.

Scena del film Frankenstein laboratorio macchinari
Frankenstein con Boris Karloff nel ruolo del Mostro. Scena in laboratorio.Bettmann

Qualche anno prima Giovanni Aldini eseguiva nella Capitale britannica esperimenti su cadaveri a cui collezionava elettrodi e il risultato ha a sua volta alimentato l’immaginazione di Mary Shelley fino a portarla alla nascita di Frankenstein.

Guillermo Del Toro definisce la sua interpretazione come un film sull’horror e non propriamente un film horror di per sé. Comunque lo si veda, resta un monumentale omaggio a un racconto senza tempo, che sa parlare di umanità e di attualità senza perdere un grammo del suo smalto.

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