Tendenze décor, eccone 11 che gli interior designer non vogliono più vedere nel 2026.
Piattaforme come Instagram e TikTok sono sature di immagini e di nuove tendenze décor sempre più effimere. Alcune di quelle che hanno già preso piede sono in grado di irritare gli interior designer, che lavorano per progettare spazi creativi, contemporanei e senza tempo. Lo abbiamo chiesto ad Armando Cabral, designer guineano-portoghese che ha appena realizzato una brillante collezione per USM; ad Agathe Marimbert, architetta d’interni e vincitrice dell’AD & Range Rover Awards 2026; a Maeva Henninot dello studio parigino-marsigliese ANTES; a Tala Fustok, decoratrice londinese e a Rudy Guénaire, designer francese. Ecco le loro risposte - come giustamente sottolinea Maeva Henninot, “con gentilezza, perché questo mondo lascia spazio a tutti i gusti”.
1. Minimalismo anonimo
Onnipresente e non sempre ben ponderato, il minimalismo sembra stancare sempre più arredatori. “Il minimalismo può essere potente, ma quando è staccato dalla cultura, dalla memoria o dal contesto, corre il rischio di apparire anonimo”, dice Armando Cabral.
Il consiglio: “Anche se si vuole mantenere una certa sobrietà negli interni, credo sia sempre interessante creare una sorpresa con uno o più materiali che spiccano o colori che sorprendono”, raccomanda Agathe Marimbert.
Un buon esempio, visto su AD: questo interno sobrio a Milano in un elegante palazzo in zona Washington dove l’essenziale diventa racconto, affidato all’architetta Sara D’Innocenzo.
2. Una profusione di motivi
Agathe Marimbert critica invece la proliferazione di colori, motivi e materiali diversi che saturano gli interni.
Il consiglio: “Bisogna cercare una maggiore coerenza e, soprattutto, creare uno spazio in cui lo sguardo possa riposare”, consiglia.
Un buon esempio visto su AD: i motivi e i colori usati con fantasia ma con precisione in questo appartamento a Belino.
3. Terrazzo colorato
“Molto popolare, il terrazzo colorato può diventare un po’ ripetitivo”, dice Maeva Henninot dello studio ANTES.
Il consiglio: “Potrebbe essere ottimizzato con colori più naturali, simili al cemento”.
Un buon esempio visto su AD: un terrazzo realizzato in cemento da In Sinu in questa casa di Barbizon, in Francia.
4. Finiture laccate
Per Tala Fustok, il laccato ha fatto il suo tempo. “In studio tendiamo a evitare le finiture laccate, soprattutto sui metalli, perché possono dare alle superfici un aspetto artificiale e congelato”.
Il consiglio: “Preferisco materiali non eccessivamente trattati, che consentono di mantenere la loro autenticità e di sviluppare una patina naturale nel tempo”.
Un buon esempio visto in AD: la ristrutturazione di un appartamento in stile Haussmann dove il metallo brilla ma resta naturale ed elegante.
5. Rubinetti neri
Spesso utilizzati per il loro look contemporaneo, i rubinetti neri sono diventati obsoleti ? “Un tempo era una tendenza molto seguita, ma non si sposa bene con la pietra calcarea”, dice Maeva Henninot.
Il consiglio: “Scegliamo qualcosa di più allegro o raffinato per il bagno”.
Un buon esempio visto su AD: il bagno di ispirazione Art Nouveau in un appartamento a Berlino.
6. Nicchie mediterranee arrotondate
“Spesso eccessiva e gratuita, scavata per riempire o decorare uno spazio, questo tipo di nicchia si trasforma spesso in un mero ‘contenitore decorativo’”, aggiunge Maeva Henninot. “Alla fine, può persino sminuire il loro fascino iniziale”.
Il consiglio: favorirle in uno spazio più antico e culturalmente coerente, dove hanno più senso.
Per altri esempi, ecco le nicchie proposte da AD.
7. Troppi mobili “su misura”
La progettazione di interni comporta inevitabilmente l’uso di mobili su misura. Ma se si cerca di creare il mobile perfetto per ogni spazio, la casa può perdere la sua anima, come sottolinea Agathe Marimbert: “Gli interni saturi di mobili su misura non lasciano spazio all’integrazione di altri tipi di mobili e alla libertà creativa”.
Il consiglio: mescolare mobili su misura con pezzi eclettici per creare ritmo e diversità. “Mobili di seconda mano, mobili vintage, nuovi, cimeli di famiglia... Tutti giocano un ruolo importante nella vita di uno spazio”.
Un buon esempio visto su AD: questo appartamento a Napoli, progettato da SRV Architetti, è un mix perfetto di mobili su misura e altri arredi.
8. Faretti da incasso
“I faretti da incasso e altre lampade simili sono certamente funzionali, ma la loro onnipresenza ha spento l’emozione generata da troppi interni”, osserva Tala Fustok.
Il consiglio: “Per rimediare a questa situazione, bisogna trovare un equilibrio tra illuminazione funzionale e composizioni atmosferiche stratificate che mescolano luce architettonica, forme scultoree e accenti discreti. Il risultato è un’illuminazione che modella l’umore, rivela la materialità e orchestra il ritmo spaziale, restituendo alla luce il ruolo che le spetta come linguaggio espressivo piuttosto che come accessorio secondario”.
9. Materiali effimeri
Per Armando Cabral, i materiali effimeri e privi di significato non trovano posto nel 2026. Rudy Guénaire è d'accordo: “Vedere un sacco di materiali costosi dappertutto, senza sapere perché sono stati scelti, mi fa davvero arrabbiare”!
Il consiglio: “Voglio vedere un impegno più profondo per la qualità, l’artigianato e i materiali che invecchiano con dignità”, dice Armando Cabral. “La longevità diventa essenziale e non più opzionale”.
Un buon esempio visto su AD: questo appartamento a Milano utilizza il travertino come materiale nobile del progetto, progettato da Andrea Derudi.
10. Un design poco funzionale
“Funzionalità e bellezza non sono concetti opposti, ma inseparabili”, continua il designer guineano.
Il consiglio: “Una scarpa, una sedia o un oggetto devono essere intuitivi e onesti nel loro utilizzo. Quando ciò non avviene, il rapporto tra l’oggetto e la persona si spezza”.
Un buon esempio visto su AD: questo piccolo loft romano, funzionale e green, progettato da Davide Marchetti.
11. Interni instagrammabili
“A volte, certi interni sembrano più belli in foto che nella vita reale”, dice Rudy Guénaire. Dovremmo creare e arredare un appartamento per vivere meglio, per stare meglio, non per fare foto e mostrarle alla gente”! Tala Fustok concorda: “Diffidiamo sempre più dei mobili progettati principalmente per essere fotografati, piuttosto che per l’uso quotidiano. Pezzi enormi, iper-scultorei o palesemente a tema possono dominare uno spazio con un impatto visivo e un fascino estremamente suggestivi, ma spesso lasciano meno spazio al comfort e alla durata”.
Il consiglio: “Puntate invece su un design sobrio ed elegante: oggetti con proporzioni ponderate, materiali tattili e lavorazione artigianale che premiano l’uso quotidiano e invecchiano con grazia, al di là di una semplice tendenza”, consiglia Tala Fustok.
Il buon esempio visto su AD: in questo appartamento parigino, Marika Dru ha optato per un interior design pulito, distinto e senza tempo.
Articolo originale pubblicato su AD Francia, adattato da Paola Corazza.
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