Love Story la serie, uno sguardo in esclusiva alla ricostruzione della New York di JFK Jr. e Carolyn Bessette Kennedy.
La leggenda circonda John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette Kennedy, e della loro vita quotidiana si sa poco. Eppure, Love Story, la nuova limited series di FX (in Italia su Disney+), cerca di portare i fan negli spazi più intimi in cui abitava il figlio di JFK e con la sua elegante moglie. Ispirata al libro di Elizabeth Beller, Once Upon a Time: The Captivating Life of Carolyn Bessette-Kennedy, la serie racconta la storia di una delle coppie più carismatiche della fine del XX secolo, con Paul Anthony Kelly e Sarah Pidgeon nei ruoli principali, e fa rivivere la loro versione della New York degli anni Novanta.
“Quando si parla dei Kennedy sembra di leggere una favola”, spiega ad AD il production designer Alex DiGerlando, facendo riferimento alla mitologia di “Camelot” che emerge nelle conversazioni sulla celebre dinastia americana. La serie si basa su questa idea: “L’idea è che Carolyn fosse una persona comune che viene travolta entrando in questa sorta di mondo esclusivo”.
Il corteggiamento e poi il matrimonio di JFK Jr. e Bessette Kennedy si svolgono in gran parte a New York all’approssimarsi del nuovo millennio. Dal punto di vista del design, quest’epoca è stata segnata dal minimalismo essenziale degli anni ’90: colori classici, linee pulite, forme nitide. Per ricreare tutto questo sullo schermo, DiGerlando e la set decorator Lydia Marks si sono concentrati a mantenere di “una palette molto sobria”, spiega. Hanno cercato di ridurre al minimo il disordine, pur onorando il caos della Grande Mela “così com’era”, dice. “Probabilmente la cosa più importante che fa sembrare che ci troviamo in un’altra epoca è che non ci sono telefoni cellulari. E ci siamo chiesti: cosa facevano le persone con le mani? Cosa portavano”?
Qui di seguito, AD vi fa vedere in che modo questi spazi sono stati ricreati per il piccolo schermo, con una forte ispirazione dal mondo reale.
La sede centrale di Calvin Klein
La sede centrale di Calvin Klein a New York, molto chic, è il fulcro della serie. Bessette Kennedy ha iniziato la sua carriera professionale lavorando per il celebre stilista americano ed è rimasta alla casa di moda fino al 1996. “Klein era all’avanguardia negli anni ’90 dal punto di vista della moda, ma anche per il modo in cui progettava il suo spazio di lavoro, i suoi showroom e persino i luoghi in cui abitava”, dice DiGerlando.
La maggior parte degli uffici di Klein all’epoca erano stati progettati da Joe D’Urso, noto soprattutto per il suo minimalismo high-tech, che portava materiali industriali in spazi non industriali. L’ufficio personale di Calvin era caratterizzato da scaffali industriali in metallo e da un tavolo rotondo in marmo con gambe a rotelle cromate, che rimasero nel suo ufficio per tutti gli anni Novanta. “Molte delle cose nel suo ufficio, compreso il tavolo, sono state disegnate da D’Urso e siamo riusciti a trovare l’esatta corrispondenza”, rivela DiGerlando.
In generale, il team di progettazione ha usato Klein come “chiave di volta” per la New York degli anni ’90 immaginata per la serie TV. “Per noi si trattava più che altro di un tono e di una versione glamour della città in cui l’azione potesse svolgersi”, dice DiGerlando.
Il loft di JFK Jr.
Questa sensibilità minimalista si traduce anche nella rivisitazione del loft di JFK Jr. a Tribeca. Le riprese esterne sono state effettuate sul posto, nel suo vero edificio al numero 20 di North Moore Street; gli interni, invece, sono stati ricostruiti in studio. “Credo che il suo spazio sia stato definito un po’ da confraternita studentesca. Abbiamo cercato di renderlo più chic. Abbiamo giocato con superfici diverse, come piani di lavoro in cemento, vetrocemento, acciaio inossidabile, colori”, dice DiGerlando.
“Aveva uno spazio incredibile, enorme. Le foto sono poche. Si possono trovare un paio di scatti di un suo compleanno in quell’appartamento, quindi si vedono solo piccoli dettagli”.
Per individuare gli elementi architettonici degli interni, il team di produzione ha studiato da vicino gli annunci immobiliari degli appartamenti dell’edificio, le foto di Cooking for Madam, il libro di cucina e memorie del 1998 di Marta Sgubin, cuoca di lunga data di Jacqueline Kennedy Onassis, e le immagini del film Newlyweds del 2011, ambientato a Tribeca e diretto da Edward Burns, che acquistò il loft nel 2000.
Nella versione della serie TV, il loft presenta un soffitto leggermente smerlato basato su dettagli della casa reale. “Naturalmente volevamo uno spazio soppalcato per sfruttare la profondità e la lunghezza dell’appartamento. In pratica, l’impronta dell’appartamento è la stessa di quello vero, ma abbiamo aggiunto la camera da letto e il soggiorno soppalcati”, spiega DiGerlando.
L’appartamento di Jackie Kennedy sulla Quinta Strada
Secondo DiGerlando, l’appartamento di Jackie Kennedy “è stato un po’ un rompicapo” da risolvere. Lui e il suo team hanno fatto riferimento a un catalogo d’asta di Sotheby's come guida (molti degli oggetti personali dell’ex First Lady erano stati messi all’asta in precedenza).
“Tutto ciò che riguarda quell’appartamento è in contrasto totale con il mantra minimalista della serie”, dice. “Conoscevamo la disposizione e l’abbiamo ricreata in modo piuttosto accurato”.
In particolare, hanno “attenuato” gli eccessi, come i motivi a contrasto, e hanno selezionato oggetti che seguissero la loro palette senza distrarre gli attori.
La tenuta dei Kennedy a Hyannis Port
Nel corso della serie, gli spettatori potranno dare un’occhiata a una versione romanzata della tenuta dei Kennedy a Hyannis Port, in Massachusetts. Ricreare il complesso ha comportato una serie di sfide, in particolare per quanto riguarda la ricerca del posto giusto sul mare. Il team ha scelto una casa sul lungomare di Bellport, a Long Island, che era facilmente accessibile per la troupe pur sembrando isolata.
La produzione ha cambiato la carta da parati e i mobili per renderla più in linea con “l’estetica Kennedy”. Per completare la trasformazione sono stati installati un’asta portabandiera, un cancello e un vialetto di ciottoli bianchi. Tutte le scene di Hyannis Port sono state girate in questo luogo, tranne quelle della sala da pranzo, che sono state costruite sul palco per motivi di programmazione e logistici. “Sebbene non fosse architettonicamente una copia esatta di quella reale, aveva un’imponenza e un romanticismo che si adattavano perfettamente alle nostre esigenze”.
Articolo originale pubblicato su AD US, adattato da Paola Corazza.
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