Cime tempestose: nel celebre romanzo (1847) di Emily Brontë, le brughiere dello Yorkshire sono bagnate dalla pioggia, dalla nebbia e dal simbolismo. L’aspro paesaggio che separa la casa del titolo, Wuthering Heights, dalla tenuta vicina, Thrushcross Grange, rappresenta il pericolo e la durezza, ma anche una sorta di libertà selvaggia per gli amanti Catherine e Heathcliff, che esplorano la terra insieme durante la loro infanzia e trascorrono la loro vita da adulti desiderandosi fortemente.
In Cime tempestose, la nuova trasposizione cinematografica di Emerald Fennell, in uscita in Italia il 12 febbraio 2026, le pareti grondano letteralmente di umidità di ogni tipo. Ogni fotogramma sullo schermo, ogni stanza costruita presso i Warner Bros. Studios Leavesden, vicino a Londra, è esagerata, ricca di elementi surrealisti (e anche, letteralmente, di tante mani). Queste audaci scelte di design sono intrise di significato: nulla di ciò che Fennell vuole fare è discreto. “Con Emerald niente è mai abbastanza, e questa è la gioia di lavorare con una regista come lei”, racconta la scenografa Suzie Davies ad AD. “Ha uno stile molto forte”.
Sebbene il libro della Brontë sia ambientato principalmente alla fine del XVIII secolo, ricreare minuziosamente i dettagli architettonici in stile georgiano non era in cima alla lista delle cose da fare per Davies e il suo team, che comprendeva anche la set decorator Charlotte Dirickx. (La coppia ha lavorato insieme anche nel film Saltburn). “Puntavamo a ottenere un’accuratezza del sentimento piuttosto che dell’epoca”, spiega Davies. “Tutto il design e la vision dovevano essere percepiti prima di essere compresi. Ci siamo affidati a ogni tipo di sensazione. Abbiamo parlato spesso di come sarebbe stato bello poter avere lo Smell-O-Vision al cinema. E di come sarebbe stato bello dare al pubblico pezzi di muri che si possono toccare”.
Molti amanti della letteratura e del romanzo stanno già brontolando su Reddit su ogni aspetto di questo film: dalla scelta di Margot Robbie nel ruolo di Catherine e di Jacob Elordi in quello di Heathcliff (sono critiche valide) alla trama (notare le virgolette del titolo del film in inglese: “Wuthering Heights”) ai costumi altrettanto anacronistici. Questo non è il Cime Tempestose di vostra madre, e nemmeno quello della BBC. C’è una qualità da fanfiction, ovvero le storie amatoriali scritte dai fan, basate su personaggi, ambientazioni o trame di opere originali, e po ci sono le scene sexy che certamente non compaiono nel romanzo. Ma qualunque sia la vostra opinione, è innegabile che il film è una gioia per gli occhi assolutamente coinvolgente, quanto di più vicino ci possa essere più vicina alla possibilità di toccare, assaggiare o “annusare” attraverso uno schermo.
Emerald Fennell ha dichiarato di “voler realizzare qualcosa che mi facesse sentire come mi sono sentita quando l’ho letto per la prima volta” da adolescente e, secondo Davies, è esattamente quello che hanno fatto, attingendo a riferimenti che un adolescente della fine degli anni Novanta o dei primi anni Duemila avrebbe potuto conoscere, come Via col vento e i film di Stanley Kubrick. “Una volta trovato il nostro linguaggio, sapevamo che dovevamo solo alzare il volume”, dice la regista. Quindi, ascoltiamo la colonna sonora di Charli XCX e analizziamo il significato di tutte le scelte di décor.
L’oscurità inquietante e i colori delle due case
Se mai ci sono stati due contrappunti letterari, questi sono proprio le due dimore Wuthering Heights e Thrushcross Grange, e il film poggia altrettanto pesantemente su questa dicotomia. La prima si trova in cima a una collina dove il vento sembra non cessare mai (da qui il suo nome), ed è buia, fredda e “ammaccata”, dice Davies, con la natura sempre invadente. È il luogo in cui Catherine e Heathcliff si legano da bambini. Un luogo da cui gli abitanti vogliono fuggire, per cui Davies ha deciso di aggiungere un grande arco scenografico attraverso il quale i personaggi possono entrare e uscire dal cortile, a simboleggiare il passaggio della soglia tra quel triste mondo e le possibilità al di fuori.
Quando Catherine lascia Wuthering Heights e va a Thrushcross Grange per la prima volta, “la casa è in technicolor”, dice Davies. “È come se non l’avesse mai vista prima”. E infatti non l’aveva mai vista! Lì incontra i suoi vicini, Edgar e Isabella Linton, e viene avvolta da un arcobaleno di colori e da un tripudio di tessuti, tra cui tende fatte di cellophane, e di texture. “Sembrava un portagioie”, dice Dirickx.
Acqua, acqua ovunque
Fate pure le vostre deduzioni su cosa significhi in questa versione sensuale di Cime tempestose, ma tutto in questo film è intriso di acqua. Nel video tour di AD sul set di Thrushcross Grange, la cinepresa vi fa vedere da vicino le gocce trasparenti che adornano le pareti della sala da pranzo. “Credo che la cosa che preferisco della stanza sia il fatto che sembra ci sia una magnifica condensa, come se le pareti sudassero, ma in un modo molto bello”, dice Margot Robbie. Quando Catherine alla fine si ammala nel film, le pareti della sua stanza (realizzate per assomigliare alla sua pelle - ve lo spieghiamo meglio sotto!) grondano anche del suo sudore reale.
A Wuthering Heights, l’esterno della casa è rivestito di piastrelle lucide, un materiale che sicuramente non sarebbe mai stato utilizzato su una vera casa costruita nel Nord dell’Inghilterra nel 1500, ma che Davies ha scelto per la capacità del materiale di “percepire il sudore e la pioggia che si vedono continuamente lì”, dice. “Sapevo di volere qualcosa di lucido e umido”.
La casa è viva
Tecnicamente, Fennell rinuncia a esaminare il fantasma di Catherine per concentrarsi molto di più sulle preoccupazioni del corpo terreno.... Ma queste case sembrano ancora infestate, soprattutto con tutte le parti del corpo che adornano Thrushcross Grange. Mani di gesso (ricavate da stampi delle mani della troupe del film) sono ovunque, come portacandele o una scultura che emerge dal camino e sulle rose del soffitto in ogni stanza. “Sono un simbolo gotico”, dice Davies. “Voleva significare che i protagonisti mettono le loro mani su tutto. E per il pubblico è solo una sensazione inconscia, l’inquietudine che proviene da ciò che quelle mani stanno facendo. Si gioca sulla sensualità e sulla sessualità della storia d’amore dei personaggi”.
Altri tratti “umani” sono un tavolo con una tenda fatta di capelli e le pareti della camera da letto di Catherine a Thrushcross Grange, realizzate in modo da assomigliare esattamente alla sua pelle. Per ottenere questo risultato, Davies ha stampato una foto del braccio di Margot Robbie direttamente su pezzi di tessuto, che sono stati poi ricoperti di lattice teso per creare pannelli murali. “Nell'inquadratura finale dall’alto si vedono le sue vene anche sul tappeto”, rivela Dirickx. Il sudore che cola dalle sue pareti ha più senso ora? Non solo, ma in una scena, piccole sanguisughe finte succhiano i muri e il corpo di Robbie.
“Le catene dell’amore sono crudeli, non dovrei sentirmi prigioniera”, canta Charli XCX
Si può rovinare una storia vecchia quasi 180 anni? Comunque, dopo aver sperimentato il colore e la comodità a Thrushcross Grange, Catherine sposa Edgar Linton e si trasferisce. Si potrebbe pensare che l’evasione dalla prigione di Wuthering Heights (dove il soffitto della cucina è più basso, volutamente, del metro e novanta di Jacob Elordi) le porti la felicità, ma la nostalgia per Heathcliff prende piede e non la lascia più. “Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono uguali”, dice. È di nuovo prigioniera nel suo nuovo ambiente e questo è rappresentato nelle scenografie. Nella biblioteca, un agnello è racchiuso in una teca. A cena, Catherine infila distrattamente un dito in uno stampo per aspic con dentro un pesce.
In giardino, i pesci rossi nuotano in vasi di vetro trasparente. E, cosa forse più toccante, tutto è in miniatura nel gioco di Isabella Linton, la casa delle bambole che si trova nella sala da pranzo di Thrushcross Grange. È stata inserita nella sceneggiatura da Fennell ed “è una parte importante, credo, della sua comprensione del libro e di come lei lo ha immaginato”, dice Davies.
Articolo originale pubblicato su AD US, adattato da Paola Corazza.
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