Un appartamento piccolo a Londra diventa un rifugio intimo e personale con pezzi vintage e sfruttando la luce naturale.
A Londra, dove i metri quadrati valgono come l’oro lingotti e la luce naturale è celebrata quasi come uno straordinario fenomeno atmosferico per molti mesi all'anno, c’è qualcosa di particolarmente interessante nell’osservare il modo in cui qualcuno decide di addomesticare un piccolo spazio senza ricorrere a formule prevedibili. In contrasto con il massimalismo in voga o l’ossessione per il bianco incontaminato, ci sono case che si evolvono come una lenta e interessante conversazione.
Questo è esattamente ciò che accade con Casa Molo il profilo di Marta Menéndez, spagnola expat, che ha trasformato la ristruttrazione del suo appartamento piccolo a Londra a Haggerston in una sorta di diario pubblico su Instagram. Quello che era iniziato come la naturale documentazione di un rinnovamento ha finito per diventare un riferimento per chi è affascinato dal design, dai pezzi vintage e da quel modo molto londinese - e così personale - di mescolare gli stili senza chiedere il permesso. Una casa di 50 m2 poco rumorosa, ma molto eloquente.
Una piccola casa, un grande racconto
La storia d’amore con la sua casa, curiosamente, non inizia con uno slancio romantico. “La prima visita non è stato un colpo di fulmine. Le condizioni dell’appartamento erano complicate, i mobili dell’ex proprietario non aiutavano e il prezzo sembrava chiaramente sproporzionato rispetto a ciò che offriva”, spiega Marta, che ricorda una prima impressione molto più razionale ma in cui, comunque, c’era qualcosa. “Tuttavia, due cose mi sono rimaste impresse: la posizione e l’orientamento a ovest. I tramonti - sì, anche a Londra - avevano qualcosa di speciale e conferivano allo spazio una qualità che non era evidente a prima vista”.
Questo dettaglio apparentemente secondario è stato, invece, rivelatore. In una città in cui la luce è quasi un lusso, l'orientamento può essere più decisivo dei metri quadrati o dello stato delle finiture. "Mesi dopo, quando il prezzo è sceso, l'ho guardato di nuovo. Questa volta con una visione diversa, più pratica e meno condizionata dalla pressione economica. Ho sentito che la ristrutturazione poteva essere affrontata in modo più realistico e che l'appartamento, con le giuste decisioni, aveva spazio per essere trasformato in qualcosa di molto diverso", racconta. "Non è stato amore a prima vista, ma è stata una scelta consapevole basata sul potenziale, sulla luce e sul contesto.
Decisioni che cambiano uno spazio (e la sua percezione)
Una ristrutturazione a Londra, anche in piccoli appartamenti, raramente è qualcosa di semplice. Costi elevati, vincoli strutturali e budget limitati costringono a stabilire delle priorità. “La prima decisione è stata quella di rimuovere la moquette e aprire una parete con una porta che non aveva alcuna funzione. Solo questo ha cambiato completamente la percezione dello spazio e i 50 metri quadrati hanno iniziato a sembrare molto più ampi”, spiega.
Nelle case più piccole, la percezione dello spazio è importante quasi quanto lo spazio effettivo. Ogni parete divisoria non necessaria, ogni transizione mal risolta, pesa più del solito. Marta non ha esitato a prendere queste due ulteriori decisioni fin dall’inizio: “La seconda e la terza decisione sono state la ristrutturazione completa della cucina e del bagno. In un piccolo appartamento non c’è spazio per errori in questi ambienti particolari; sono quelli che determinano il modo in cui la casa viene vissuta quotidianamente”.
Ma al di là degli interventi strutturali, c’è un’idea che attraversa tutto il progetto: “Essere coinvolta personalmente nell’intero processo. Essere presente, prendere decisioni al volo e non perdere di vista l’idea iniziale è stato fondamentale per mantenere la coerenza del risultato finale, anche con un budget molto limitato”.
Il carattere unico del vintage
Una delle caratteristiche più riconoscibili dell’appartamento è l’arredamento, per lo più di seconda mano. “Mi interessa l’usato perché molti pezzi sono stati progettati e prodotti prima che l'industria diventasse così standardizzata e questo mi permette di trovare arredi con molto carattere”, racconta Menéndez.
Il vintage fa parte della sua vita quotidiana e lo dimostra nei suoi reel e nei suoi post su Instagram. “Mi permette di accedere a pezzi iconici di arredamento e illuminazione senza il costo di quelli nuovi”, dice. Marta sottolinea un esempio molto specifico che funziona sempre: “Per quanto riguarda l’illuminazione, ad esempio, sono molto affascinata dal design di Louis Poulsen e il mercato dell’usato mi ha permesso di inserire in casa alcuni dei suoi pezzi più riconoscibili (la Panthella e la lampada AJ) trovati su eBay”.
Instagram content
Anche il quartiere di Londra in cui si trova la casa gioca un ruolo importante. Haggerston, a soli 15 minuti da Shoreditch, ha un’atmosfera diversa. “Shoreditch è una zona molto nota e iconica di Londra, ma nel tempo è diventata anche molto più turistica. Allontanandosi da questo asse e vivendo in quartieri come Haggerston o Dalston ci si trova in una Londra più quotidiana, con molto carattere e un mix culturale molto reale”, spiega Marta.
E questo si vede anche dentro casa. “Mi ha dato la libertà di mescolare gli stili senza sentirmi obbligata a rispondere a un’estetica o a una tendenza specifica. La casa non cerca di assomigliare a un particolare quartiere, ma di assorbire questo mix: pezzi molto diversi che coesistono in modo naturale, come accade nella strada”.
Consigli per il vintage a Londra
Dopo anni passati a curiosare nei mercatini delle pulci, Marta ha sviluppato un occhio attento. “A Londra le cose cambiano ogni momento. Per anni il mio punto di riferimento è stato il Princess May Car Boot Sale, ma nel corso del tempo si è imborghesito e ora è più incentrato sulla moda che su oggetti o mobili”, dice. Le sue preferenze attuali sono altre: “Ultimamente mi interessano di più i negozi di Hampstead e Holloway, dove si possono ancora trovare pezzi interessanti se si sa come cercare. E quando ho più tempo, il Car Boot Sale di Chiswick è un must anche se è più distante”.
La strategia varia a seconda dell’obiettivo. “Tendo a differenziare molto: i mercatini funzionano meglio per i piccoli pezzi decorativi e per i pezzi unici, mentre i negozi sono più adatti quando si cercano mobili o luci con una maggiore presenza”, spiega. Tra i suoi indirizzi abituali cita 2and4 Vintage, Mr All Sorts e Aelfreds.
Incontri speciali
Abbiamo chiesto a Marta di scegliere e mostrarci alcuni pezzi di spicco trovati in questi negozi dell’usato, sapendo che farlo in una casa piena di tesori ritrovati non è un compito facile: “Alcuni pezzi riassumono molto bene il mio modo di intendere l’interior design e il valore degli oggetti. Uno dei più importanti è il set di sedie per la sala da pranzo, italiano degli anni ’80, di Effezeta. Le ho trovate su eBay; il venditore era nell’Essex e sono andata lì a verificare che fossero originali. Le ho riportate a casa in Uber e ho pagato l’intero set, sedie e tavolo, quanto una singola sedia costerebbe da 1stDibs”, racconta.
Un altro pezzo chiave è arrivato dai Paesi Bassi: “La Alky di Giancarlo Piretti per Artifort. L’ho acquistata senza vederla di persona, attraverso una piattaforma di seconda mano, da una persona di Utrecht. Nelle foto sembrava sporca e piuttosto trascurata, ma ho rischiato. Alla fine sono bastati acqua e ammoniaca per riportarla al suo aspetto originale, per una frazione di quanto sarebbe costato un pezzo simile in buone condizioni”.
Casa Molo è la prova che l’interior design può essere costruito con pazienza, curiosità e un certo intuito. Una casa che non risponde alle tendenze, ma a piccole e sagge decisioni.
Articolo originale pubblicato su AD Spagna, adattato da Paola Corazza.
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