Un appartamento degli anni Sessanta di 68 m2 che non è affatto come ci si aspetterebbe.
Gli edifici anni Sessanta in mattoni, con le tipiche tende da sole verdi fanno parte dello scenario urbano quotidiano in Spagna, ma anche in Italia. E a volte ci chiediamo come siano dentro oggi, dopo averli visti da fuori. Questo progetto di Lucas e Hernández-Gil e della loro azienda di mobili di design, Kresta Design, ci permette di soddisfare la nostra curiosità. Ma sì, anche se l’essenza di queste costruzioni popolari rimane, ciò che offrono all’interno a volte è davvero inaspettato.
“In un quartiere intessuto di mattoni a vista e terrazze ombreggiate, rimane questo piccolo appartamento degli anni Sessanta: tre facciate aperte sulla strada, una luce generosa e una ventilazione trasversale che richiama l’intelligenza silenziosa di quelle architetture funzionali. Edifici nati per rispondere alla crescita accelerata della città; case essenziali, igieniche, senza ambizioni formali, ma capaci di sostenere la vita quotidiana di famiglie numerose”, riflettono Lucas e Hernández-Gil.
In questo allestimento, l’ispirazione viene dal contesto: “L’architettura originale viene valorizzata spogliando le pareti e rivelando la struttura in cemento. Sebbene non si tratti di un edificio di valore patrimoniale, ha alcune qualità che abbiamo voluto mantenere e mostrare, come gli strati precedenti che forniscono densità e ricchezza, su cui si basa il nostro intervento”.
In questo modo, la nudità della struttura originaria è ora uno dei tratti caratteristici della materialità di un progetto al tempo stesso onesto ed elevato. “Tutto ha un’atmosfera calda e naturale, con un tono morbido di pesca e una texture ruvida e imperfetta. Cruda, diretta, ma gentile al tatto e alla vista. Le imperfezioni della struttura originale in cemento, le sfumature delle doghe del pavimento industriale e le pennellate della pittura a calce, con la sua consistenza vellutata, sono al centro della scena. Tutto questo contrasta con la lucentezza metallica delle doghe del controsoffitto. L’insieme funziona come una natura morta”.
In questa piccola opera d’arte abitativa, che misura appena 68 metri quadrati, lo spazio e la luce sono sfruttati al massimo. Per questo motivo, al posto delle pareti divisorie, la distribuzione è stata modellata con una grande scaffalatura a incasso, all’interno della quale si trovano i bagni. La luce naturale delle facciate aperte sulla strada arriva attraverso le perforazioni.
Il cambiamento è stato totale: “La casa era obsoleta in termini di distribuzione, impianti e finiture”, ricordano Lucas e Hernández Gil. “Prosperidad è uno degli ultimi rifugi accessibili all’interno della M-30, un luogo dove approdano molti giovani a costo di accollarsi la ristrutturazione di case che hanno già 70 anni. In questo contesto, ristrutturare è una responsabilità: qualificare gli interni, adattarli a nuovi e più piccoli modi di vivere, curare le trame e i materiali senza cancellare l’onesta traccia della loro architettura originale. Migliorare senza tradire”, riassume lo studio. Il loro lavoro ha indubbiamente raggiunto questo obiettivo, conferendo allo spazio una personalità unica e creando una nuova vita per la coppia e il bambino che ora lo abitano.
Articolo originale pubblicato su AD Spagna, adattato da Paola Corazza.
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